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Verbania - Lago Maggiore

Caccia alla strega

Domani è la Festa della Donna. Siamo andati a scavare nella cronaca del Verbano Cusio Ossola di circa 80 anni fa (di festa della donna l'8 marzo non v'è cenno, ndr) per capire com'era la condizione femminile. Il ruolo della donna è cambiato, ma quanto?


Donna inglese beve un tè sulle macerie dopo il bombardamento di Londra del 1940. barbarapicci.com

ESSERE PROLIFICI

Nella società rurale, quella contadina nella quale ha vissuto gran parte dell'Italia prima di scoprire nel Dopoguerra il consumismo, il ruolo della donna era indissolubile da quello di procreatrice. La ricchezza erano le braccia e allora ecco che anche il Fascismo (che era arrivato al potere soprattutto grazie al sostegno dei ceti agrari) perseguì una politica di incentivi alle nascite. Le famiglie numerose erano la norma, soprattutto nei centri minori, non faceva difetto il Verbano, seppure avesse una maggior vocazione industriale. Lo dimostra la notizia conservata da una lettrice. Era il 17 novembre 1937 quando la Gazzetta del lago dava notizia di un bracciante pallanzese che era diventato padre per la 19esima volta. Lui aveva 61 anni, aveva avuto due mogli e i figli erano tutti viventi. L'ultima nata si chiamava Teresina. Nell'articolo, a differenza del signor Arturo, citato con nome e cognome (che omettiamo per il diritto all'oblio), nessuna traccia dei nomi delle mogli. All'epoca la donna era ancora considerata una mera fattrice di prole ed era il casato maschile a dar valore alla discendenza (ah, dite che non è ancora cambiato per quanto riguarda la seconda parte?)



DOPPIO INFANTICIDIO


Prima dell'arrivo del Coronavirus, il dibattito politico si era infiammato per un paio di giorni sulla legge 194 e il diritto di scelta delle donne all'interruzione di gravidanza. La legge di 42 anni fa ha contribuito a ridurre gli infanticidi e a mandare in pensione le "mammane" (le levatrici che praticavano l'aborto clandestino). Basta scorrere la cronaca della primavera del 1940 per scoprire che una 27enne di Cambiasca venne arrestata per infanticidio, suo complice un 23enne di Gravellona Toce, ritenuto l'amante. Il corpo senza vita del neonato era stato rinvenuto nel torrente San Giovanni. Nel giugno dell'anno successivo a processo per infanticidio finiscono tre donne di Bannio Anzino. Sono una diciottenne, madre del neonato soppresso, la madre di lei e una levatrice.





ATTENTO ALLA MOGLIE


Risale invece al marzo di 80 anni fa la notizia di un 48enne verbanese che rischia di prendere a bastonate la moglie pensando che si tratti di un ladro. La notizia è riportata come curiosità, poiché la donna riesce a farsi riconoscere prima di ricevere le mazzate. La stessa scusa (pensavo fosse un ladro) l'aveva utilizzata l'atleta sudafricano Oscar Pistorius sette anni fa per giustificare l'omicidio della moglie. Non è però stato creduto e condannato a 13 anni e mezzo di reclusione.




LA STREGA DI RUMIANCA

La caccia alle streghe è un retaggio dei secoli passati. Nelle nostre valli è davvero finita dopo l'impeto inquisitorio della Controriforma? Senz'altro dal punto di vista istituzionale, ma la credenza popolare ha continuato a credere le donne capaci di malefici. La riprova è il processo di cui dà conto La Stampa del 30 gennaio 1940. Alla sbarra finiscono due fratelli di Pieve Vergonte. Lui ha 21 anni e lei ventisei. Nel dicembre 1938 si presentano a casa di una donna di Rumianca che gli abitanti indicano come autrice di malefici. Lui la prende per il collo, ha in mano un falcetto e le dice: o guarisci mia sorella che si è ammalata per un tuo sortilegio o ti taglio il collo. La donna riesce a prendere tempo e a salvarsi. I due sono denunciati e vengono poi condannati entrambi a una decina di mesi con la condizionale.



Le cose oggi sono cambiate? Le donne non sono più oggetto di maldicenze?

La ricerca condotta dall'Onu in 75 Paesi, i cui dati sono stati diffusi ieri, afferma che il 91% degli uomini e l’86% delle stesse donne coltiva tuttora almeno un elemento di “pregiudizio verso l’universo femminile in relazione alla politica, all’economia, all’educazione, alla violenza sessuale” o ai “diritti riproduttivi”.

"Tremate, tremate, le streghe son tornate!" Gridavano le femministe negli anni Settanta. In realtà il dramma femminile è che per molte/i non sono mai andate via.


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