Case history: chi paga decide?




"Chi paga decide". Quando ho sentito questa frase pronunciata da un cliente ho capito che era il chiaro sintomo del fatto che non dava valore alal competenze del professionista che aveva di fronte, uno svilimento che sta avvenendo in ogni settore.

Caro cliente, io mi occupo di consulenza nella comunicazione, se tu volessi pagarmi per poi decidere tu stai buttando i soldi. Tra il cliente e il fornitore di servizio, o prodotto, deve crearsi, in primis, un rapporto di fiducia. Senza questo non si va da nessuna parte.

Se io cliente pretendo di spiegare ad ogni professionista come deve essere fatto il lavoro perché non me lo faccio da me? Perchè non mi metto io il colore in testa incece che rivolgermi ad una parrucchiera? Perché esco a cena se come faccio il risotto io non lo fa nessuno? Perché vado dal dentista se tanto non capisce niente e io mi tengo il mio dente marcio? Perché chiedere ad un architetto per poi dire io però voglio gli spazi disposti così? Perché chiamare un interior designer e poi dire ma io voglio le mie pacchianate sui muri e in giro per il locale? Perché rivolgersi ad un'agenzia di comunicazione se ciò che ti serve è un tipografo?

Chi paga non deve decidere. Perché dovrebbe pagare affinché sia tu professionista a decidere. Se così non fosse vi è un problema nel riconoscimento della professionalità. E cosa può accadere? Che, nella migliore delle ipotesi, finisci per essere lo schiavetto del cliente pur di accontentarlo, pena la qualità del servizio e della tua professionalità. Nella peggiore delle ipotesi lui non sarà contento, non si sentirà consigliato, criticherà la scarsa intraprendenza e criticherà le sue scelte come fossero tue. E quindi lo avrai perso lo stesso.

Tanto meglio perderlo al primo incontro. Appena si comprende l'atteggiamento. Tempo e risorse risparmiate per dedicarsi a clienti migliori.

Quindi, dovesse capitare un cliente che dice: pago e decido io, invitatelo alla porta o andateci voi alla porta. Perché un cliente così vi farà diventar matti, senza soddisfazioni e senza diventar ricchi.

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