Come sei vestito?

"Che cosa indossa?" chiede lui. "Come?" risponde lei perplessa. "Com'è vestita?" ribadisce lui. Nel secondo episodio della prima serie tv dalla Casa di Carta, durante il loro primo colloquio telefonico il Professore (il sequestratore-rapinatore) lo chiede all'ispettrice (la negoziatrice) nel bel mezzo della trattativa per il rilascio degli ostaggi. Una bella scena strappa sorrisi ma che dovrebbe anche insegnarci alcune cose sulla comunicazione quando non avviene vis-à-vis.


La prima cosa è che ognuno di noi ha un corpo, un'esteriorità. Questo anche se comunichiamo via telefono, Whatsapp, chat, email, ologramma, ecc. Ma quando comunichiamo sui social network spesso ce lo dimentichiamo. E questo ha due conseguenze.

1) Tutti ci vedono come siamo vestiti nella foto di profilo o in altre foto condivise, o credete che avere una foto profilo vestiti da Batman non influenzi il giudizio sulle vostre argomentazioni?

2) In assenza di nostre foto sull'account social diventiamo oggetto dell'immaginazione altrui, e allora ecco che il nome o qualche altro dettaglio sui nostri gusti, che trapela dai social, diventa l'appiglio per costruirci un vestito addosso. Perché i vestiti, come dice il Professore, dicono molto della nostra personalità e quindi è difficile rappresentarci qualcuno che non sia vestito (i corpi nudi d'altronde sono abbastanza anonimi, e l'erotismo nasce dall'accessorio-feticcio, ma questa è un'altra storia).



C'è però un altro aspetto che possiamo apprendere dalla domanda del Professore. Che noi sappiamo o meno chi sia, come si veste, ecc. colui o colei con il quale comunichiamo per via mediata (telefono o internet) e con il quale ci si stiamo verbalmente scannando sul nulla o per partito preso, può essere sempre un'ottima mossa, se fatta con eleganza e non scambiato per morbosa molestia, chiedere all'altro/a all'improvviso: ma cosa indossi? Oppure qual è il tuo gusto di gelato preferito? Qual è la prima cosa che ricordi?

Solleticare il narcisismo, condividere l'intimità dell'abbigliamento o dei gusti personali, sono senz'altro modalità che possono deviare il flusso di energie dalla contestazione verso un ambito di relazione più costruttiva. Oppure può servire a capire l'assenza di senso dell'umorismo dell'altro. E in tal caso meglio non perdere tempo nella conversazione.


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