Digerire con il proprio stomaco

Previsto un fine settimana all'insegna di cieli sereni o poco nuvolosi su Alpi e Prealpi lepontine. Il barometro del giovedì si preoccupa invece per la molteplicità di persone che dichiarano su social e dintorni di "pensare con la propria testa".

La locuzione ha lo stesso senso di "digerire con il proprio stomaco". Però se dicessi "io digerisco con il mio stomaco" passerei per uno "spara-ovvietà", mentre se dicessi "io penso con la mia testa", tutti capirebbero che rivendico con orgoglio che sono uno che non si fa abbindolare.

Perché questa differenza? Per il semplice motivo che noi siamo convinti che i pensieri nascano nella mente. In realtà il processo non è molto diverso da quello digestivo. Ci alimentiamo di sensazioni, fatti, esperienze, storie, idee che ci arrivano dall’esterno e attraverso questi elaboriamo i nostri pensieri (i succhi gastrici del sapere).

Se non avessimo i sensi, se non ascoltassimo conversazioni, se non leggessimo libri o post, se non vedessimo film o intrattenimento tv. Se non frequentassimo dei comuni linguaggi, sapremmo pensare con la nostra testa?

La risposta è no.

Allora, più che preoccuparsi di pensare con la propria testa, occorrerebbe impegnarsi a nutrirla con frequentazioni interessanti, letture ricche, visioni apprezzabili.

Al fast think dovremmo preferire lo slow think, cioè selezionare la qualità delle materie prime che utilizziamo per “pensare con la nostra testa”.

#pensiero #digestione #fastthink #slowthink #barometrodelgiovedì

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