Giornosofia 5 - V come Vita

Aggiornato il: mag 16

Proseguiamo nel nostro abbecedario a ritroso. Nel precedente incontro con Giornosofia abbiamo parlato della Z come Zoo, e cioè della vita come zoé, come vita base, la vita del corpo animale che è comune a tutti gli esseri umani. E ci eravamo ripromessi di parlare dell’altro concetto greco di vita, quello di bìos. E cioè la vita che ci dovrebbe distinguere dagli animali, l’essere una comunità di parlanti, di accudenti, di sognatori. Intendiamo l'essere il prodotto di culture e tecniche e non solo di istinti, il nostro vivere in un tempo in prospettiva e non solo nel qui e ora.

Anche se questo, come abbiamo visto la volta scorsa, a volte ci rende prigionieri di convenzioni, stereotipi e così via. E però non potremmo dirci umani se pensassimo solo alla nostra sopravvivenza animale.


In questi tempi di epidemia lo si sente talvolta ripetere da qualcuno, con tono più o meno provocatorio: preferisco morire che vivere recluso in casa. Poi c’è chi in casa non sta perché svolge un servizio pubblico, a partire da medici e infermieri. Mette a rischio la sua vita per salvarne altre. Se ci interessassimo solo della nostra zoé ci rinchiuderemmo tutti in casa dopo aver fatto saccheggi per le provviste e aspetteremmo. Invece c’è chi per dovere, ma anche per un ideale di vita, sociale o professionale, mette a rischio la propria salute, il proprio corpo.


È il mito dell’eroe, di chi è disposto a sacrificare la propria vita per qualcun altro o per un ideale, un principio. Poi spesso all’eroe, disposto a morire, a differenza degli altri, si affida il potere per difenderci, ed ecco che l’eroe diventa il Signore e gli altri i Servi (e via con quella dialettica che Hegel aveva ben tracciato nella Fenomenologia dello spirito). Ma non è questo l’argomento di V come Vita.

Quello su cui vogliamo riflettere è il senso di vita che noi diamo alle nostre esistenze, e credo che molti di noi saranno convinti che vita umana non è solo un cuore che batte. E allora cos’è? Qualcuno dirà avere una razionalità, qualcuno il linguaggio, qualcun altro un io, altri un inconscio. Io credo che sia il fatto che l’uomo fantastica, cioè vede fantasmi, cose che appaiono, ma che non ci sono.


Dall’idea geniale alla materia dei sogni, dall’immaginare la pianta che nasce da un seme all’animale che ha lasciato un’impronta, noi siamo dalla notte dei tempi esseri che fantasticano, che vedono cose che non ci sono. Da qui la necessità di tracciare segni nel mondo, di comunicare, di raccontare ciò che non è qui presente, ma che ho visto altrove o è apparsa nella mia mente.


Ricordo una volta di aver sentito un commento su quando sia iniziata la civiltà, e la risposta era all’epoca di quel fossile di ominide che aveva una gamba rotta ed è stato soccorso e curato. L'episodio racconta che l’uomo può immaginare che la persona ferita potrà guarire, che siamo interessati dalla relazione con quella persona ferita, che non vogliamo perderla.

Più di ogni altra specie l’uomo è in grado di essere crudele e amorevole (poiché fantastica sul desiderio e il suo appagamento), più di ogni altra creatura è in grado di uccidere e di prendersi cura.


L’esercizio filosofico di oggi è un quiz su di voi? Il filosofo Slavoj Zizek ama citare una frase di Heine e cioè che nella vita si dovrebbero apprezzare sopra ogni altra cosa «libertà, uguaglianza e zuppa di granchio». Questo per testimoniare come una miscela di bìos (gli ideali, le fantasie) e zoé (i bisogni primari) sia la natura umana. Chi cerca di eliminare uno dei due termini corre il rischio, da un lato, di diventare un fondamentalista, un terrorista, un talebano, un manicheo, pronto a sacrificare tutto per la causa, per realizzare il fantasma; dall’altro di limitarsi a una mera vita grufolante.

E allora adesso tocca a voi, quali sono le tre cose che per voi si dovrebbero apprezzare sopra ogni cosa? Pensateci e scrivetele.


Oggi ci siamo esercitati sulle nostre preferenze, ma come possiamo passare a parlare di preferenze a nome del genere umano? Cos’è umano? Chi ne fa parte? Come posso universalizzare? Ne parleremo al prossimo incontro.


Il video di Giornosofia 5, più o meno le stesse cose dette alla videocamera




Il podcast di Giornosofia 5 - V come Vita lo trovate qui assieme agli altri


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Puntate precedenti

Giornosofia 1 - L'ora del Carpe diem

Giornosofia 2 - Nel silenzio non lo sai

Giornosofia 3 - La finestra sul cortile

Giornosofia 4 - Z come Zoo

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