Il gioco e il dazio

Perché hanno successo i social network?


Perché creano nuove relazioni? Mmmmh… 


In realtà molti dei contatti che abbiamo online sono frutto di conoscenze precedenti. Tipo: ti conosco e ti cerco su Fb, Instagram, ecc.


E allora perché hanno successo?


Perché applicano dei meccanismi di gioco. Anche se non sono dichiarati come tali.

Si parte dal chi prende più like e si arriva al gioco di ruolo: recito la parte di quello che…


Ora, che l’essere umano sia anche o soprattutto Homo ludens non è una gran scoperta direte voi, anche senza aver letto Huizinga (che non è un cartone animato giapponese).


L’essere delle esperienze basate sul gioco (inteso come momento libero, disinteressato e con regole premiali) rendono i social non solo di successo ma anche in grado di mascherare l’attività economica e di controllo che possono esercitare grazie ai nostri dati e alla nostra attenzione.


Il fatto di partecipare a uno spazio gratuito, nel quale tutti appaiono essere coinvolti in modo libero e nel quale si sviluppa la possibilità di giocare a chi la spara più grossa, più divertente oppure di far parte del pubblico “televotante”, non fa percepire il meccanismo politico-economico che sta alla base di Facebook & co.


La vera scommessa oggi, per chi si occupa di creazione di contenuti e relazioni tra persone e comunità (e più in generale per coloro che un tempo si chiamavano intellettuali e che ora si vergognano a essere definiti tali), consiste perciò nel duplicare “in presenza”, nelle esperienze quotidiane e non mediate dallo smartphone o dallo schermo, quei meccanismi di “gioco” che rendono attrattivi i social network. 


Questa è la via per poter pensare alla creazione di un’economia della comunicazione che non debba inevitabilmente pagare dazio ai big della Rete (o che lo paghi in modo limitato).


Come fare?

Beh, una cosa alla volta.

Iniziamo a prendere coscienza del problema e dell’obiettivo.


#gamification #socialmedia #contentcreator #gioco #communityrelations




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