Il ritorno dei Visitors e la legge di Ohm

Sabato 18 e domenica 19 previsto sull'Alto Piemonte tempo soleggiato o poco nuvoloso.

Il barometro del giovedì è invece ispirato dai Visitors. Chi ha almeno una quarantina d’anni li ricorderà come una delle pietre miliari dell’immaginario televisivo anni Ottanta. A chi non c’era, gli basti sapere che erano alieni (rettili dalla lingua biforcuta in grado di assumere sembianze umane) che, arrivati con dischi volanti, si erano infiltrati nella società umana prendendo di fatto il potere (con l'obiettivo di usarci come riserva di cibo).


Ebbene, lasciamo i ricordi, e domandiamoci qual è la caratteristica dei rettili? Avere il sangue freddo. Ciò comporta che vadano in letargo (o più correttamente in latenza invernale), i rettili si adattano quindi alle condizioni esterne. La maggior parte dei mammiferi, e la specie umana più di tutte, si ostina invece a trovare le risorse per continuare a mantenere il sangue caldo anche senza andare in letargo. Potremmo dire che, allo stato naturale, i rettili sono resilienti e gli esseri umani resistenti.


Da qualche anno, e ancor più in questo periodo di isolamento forzato, ci viene ripetuto che dobbiamo essere resilienti, dobbiamo adattarci alle condizioni, sopportare, incassare, accogliere, modificarci. Sapete una cosa? A me la resilienza non piace, io sono per la resistenza. Ve lo spiego senza dover cantare Bella Ciao, ma rispolverando altri ricordi anni Ottanta, quelli di elettrotecnica.


Cos’è la resistenza elettrica? Lo dico brutalmente: i resistori sono quei simpatici cilindretti con le righe colorate che si vedono nei circuiti elettronici e servono per diminuire l’intensità della corrente. Uno degli effetti della loro azione è dissipare calore, se non lo facessero non avremmo il phon, la stufetta elettrica o la lampadina.

Ecco, resistere vuol dire dissipare, generare calore, significa pensare che solo da un simile sforzo o sacrificio possa nascere amore, si possano creare mondi migliori. Di fronte all’insensatezza del mondo, la risposta non può essere l’annichilimento, il farsi scorrere le cose addosso. No, occorre opporre resistenza all’intensità della corrente (quella dell’ideologia dominante, del così fan tutti, ecc.), perché solo da un simile sforzo può nascere il calore necessario a generare nuovi eventi significativi, nuovi modi di vita.


Ecco il perché del mio "viva la resistenza", dopo però le cose si complicano. Quale resistenza (come? con quali modalità?), per quali motivi (perché? con quali fini?). Il dibattito è aperto (da un pezzo), proseguiamolo senza dover abdicare alla resilienza. Senza trasformarci in Visitors.


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