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Verbania - Lago Maggiore

Il viaggio del cliente

Aggiornato il: 20 feb 2019

Ho sempre pensato che non vi sia considerazione accademica, che tenga, di fronte alla parola finale del cliente. Non che sia per la fantomatica frase: “il cliente ha sempre ragione”, anzi, ma è pur vero che la sopravvivenza o meno di un’impresa la fa il cliente.

Proprio così, la fa lui con la sua scelta e ne mantiene viva l`attenzione finché ne parla.

Uno degli aspetti cruciali, nella fase in cui la persona non sa ancora della nostra esistenza, è farci trovare. E come lo facciamo?

Abbiamo individuato le persone che ci interessa soddisfare? Sappiamo dove intercettare la loro attenzione?

Questa è la prima fase ostica.

La seconda è: abbiamo aggiornato i contatti e reso tutte le informazioni necessarie chiare e facilmente comprensibili?

Infine, se il cliente ci ha scoperto, ci ha scelto tra altri, sono stato capace di rendere facile la sua esperienza di acquisto?

Bene. Se tutto ciò filasse, allora saremmo sulla strada giusta. E ci resterebbe solamente di rendere il cliente una persona che ha raggiunto le proprie aspettative ed essergli grati. 

La memoria corta non funziona bene in campo d’impresa. Un cliente soddisfatto è il nostro più grande traguardo.

Siamo capaci di raccogliere i suoi dati e riservare a lui attenzioni particolari?

Ogni storia parte da qui. 

Dal viaggio, dal mio viaggio, da quello del mio cliente e da quello del cliente del mio cliente.