In difesa del corvo

Previsto un sabato con nuove piogge su laghi e valli dell'Insubria. La quota neve dovrebbe salire a circa 1.500 metri. Domenica invece torneremo a rivedere il sole e il termometro tornerà ad alzarsi (15 gradi alle quote più basse).


Il barometro del giovedì si adegua. Sarà il clima da diluvio universale o il diluvio di gol dell’Italia contro l’Armenia (che ha il suo monte sacro nell’Ararat) fatto sta che l’altro giorno mi sono messo a rileggere la storia di Noè.


Si sa, te la spiegano a catechismo, ma poi nessuno (o quasi) va poi a rileggersi la Bibbia versetto per versetto.


Rileggendola ho scoperto dei particolari che non ricordavo, e soprattutto che la storia del corvo e della colomba è un po’ diversa da quella tramandata dalla tradizione.


Per quest’ultima il corvo questionò con Noè sul perché dovesse essere proprio lui a uscire e alla fine se ne andò senza tornare. E allora Noè mando la colomba che poi torno con la foglia d’ulivo e via dicendo.


Ebbene, il libro della Genesi ( Gen 8, 6-7) recita invece: “Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatto nell'arca e fece uscire un corvo. Esso uscì andando e tornando, finché si prosciugarono le acque sulla terra”.


Subito dopo si parla della colomba (Gen 8, 8-12): "Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui”.


Appare chiaro anche senza essere dei filologi che qui il misterioso compilatore del Genesi ha messo assieme due distinti brani/frammenti.


In uno si parla di un corvo, nell’altro di una colomba, e l'autore che aveva trascritto le due narrazioni, per non sbagliare, ha messo entrambe unendole con un “poi”. Ma non c’è assolutamente scritto che il corvo è uno str… egoista, un malvagio mangiacarogne, ecc. Anzi, quella che alla fine si dice non è tornata è la colomba.


Tutto ciò che la tradizione ha aggiunto, in base alla fonte biblica, è per i nostri canoni una “fake news”


E quindi? Direte voi, vuoi dire che anche allora avere un buon copywriting/storyteller era importante? E che quello della colomba era migliore?


Anche, ma soprattutto vale la pena riflettere sul fatto che le fake news sono sempre esistite, tramandate dalla tradizione, e sono diventate verità credute a furia di ripeterle nei secoli.

Il loro vantaggio era quello di non durare il tempo di uno scroll di home page.


L’attuale bombardamento di bufale online, se visto sul lungo periodo, è perciò meno pericoloso, perché le cose durano se sono rare.


#bufale #fakenews #diluvio #noè #arca #corvo #colomba




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