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Verbania - Lago Maggiore

L'incrocio (un racconto)

Rosso, ebano

L'incrocio del destino

Scatto la vita Ci precedeva una Chevrolet amaranto degli anni '50. Sollevava nubi di polvere mentre correva anch'essa verso l'aeroporto. La nube divenne più fitta, si sentirono fischiare i freni; poi fu un tonfo sordo. E urla: “Elegguà! Elegguà! Elegguà!”

Scesi dalla vettura e vidi tra la polvere che si diradava un gruppo di uomini e donne, indossavano costumi colorati e si agitavano in mezzo all'incrocio. A terra c'era un ragazzo vestito di rosso e di nero; tra le mani stringeva un bastone di legno a uncino. Volsi lo sguardo verso la mia guida, che era rimasta in auto. “Santeria”, mi disse. Le chiesi perché quel giovane era vestito così.

“È Elegguà, il protettore dei viaggiatori, colui che apre e chiude le strade e gli incroci. Con il suo bastone, il garavaco, detiene le chiavi del destino”.

Presi la macchina fotografica e iniziai a scattare, a impressionare la pellicola di quei corpi sgargianti che parevano ancora danzare davanti al giovane steso a terra: gli occhi chiusi, non dava segni di vita. Poi la mia guida mi fece segno che dovevamo andare all'aeroporto. Feci un ultimo scatto. Uno zoom su quel volto innocente che pareva dormire nella polvere.

Non so se il giovane vestito da Elegguà sia sopravvissuto. Da allora ogni anno sono tornato a Cuba e ho cercato informazioni su quel ragazzo. Ma nessuno sembra ricordare l'episodio avvenuto a quell'incrocio: l'investimento di Elegguà. Nessuno sa dirmi come si chiamasse veramente quella testa riccia.

Forse ora si prende gli schizzi delle onde che sbattono sul Malecòn, forse intrattiene turisti in una casa rural o mendica un piatto di arroz. Forse è salpato su una barca verso Miami, forse ha aperto un blog sulla santeria. Chissà?

So solo che quando tornai a casa e sviluppai l'ultima foto del rullino scattato quel giorno, non potei fare a meno di vedere. Vedere un corpo disteso tra la polvere, colorato di rosso e di nero su pelle d'ebano. E con due occhi sbarrati che fissavano l'obiettivo.


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