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Verbania - Lago Maggiore

La grande abbuffata

Le informazioni che ci servono ogni giorno sono un numero limitato: il messaggio che ci avvisa che una riunione è saltata, la telefonata: “il latte l'ho già preso io”, la notizia che il treno che aspettavamo ha avuto un guasto.

E invece ogni giorno il nostro cervello elabora migliaia di informazioni che leggiamo o ascoltiamo anche se non hanno un valore diretto per noi.

Lo facciamo per sapere cosa succede al nostro vicino di casa o nel mondo, per curiosità o perché potrebbero venire utili un giorno.


Un'analogia potrebbe essere quella con il cibo.

Per sopravvivere ci basterebbe una piccola quantità di quello che mangiamo, eppure mangiamo anche per il piacere del gusto, e qualcuno nel mondo per fare scorte: perché non sa quando sarà la prossima volta di un pasto.

Di certo, anche se avessimo una tavola imbandita a nostra disposizione l'abbuffata potrebbe avere delle controindicazioni, soprattutto se fatta con prodotti pessimi dal punto di vista nutrizionale.


Con l'informazione la reazione è la stessa: lo stesso spot ripetuto centinaia di volte, la stessa notizia rilanciata nello stesso modo da decine di testate, siti, profili, portano a uno stress cognitivo.

Come nell'arte culinaria, l'arte dell'informazione dovrebbe essere quella di sapere equilibrare gli ingredienti, di nutrire senza appesantire, curando anche la mise-en-place, suggerendo abbinamenti e accostamenti.

Per questo il brand journalism deve sapersi differenziare dalla produzione di contenuti “riempi-feed”. Deve basarsi sulla creazione della fiducia tra l'utente, il fruitore, e la fonte in grado di offrire notizie in grado di saziare senza nauseare.

Anche nella comunicazione commerciale o aziendale è necessario superare la logica delle junk news acchiappaclic per arrivare a slow news che creino coinvolgimento con il cliente ma anche responsabilità degli autori nella verifica di informazioni reali.

Di fronte al bombardamento di promesse, alla continua sollecitazione di desideri, la verità può essere rivoluzionaria.

Anche per un marchio.


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