La nave di Teseo (e chi siamo)

Partire per un percorso di giornosofia vuol dire innanzitutto confrontarsi con il paradosso della nave di Teseo. Detto in termini filosofici è la questione della persistenza dell'identità.

Come la mitica nave di Teseo, anche noi cambiamo, ma se tutti i “pezzi” cambiano (a volte anche la forma e non solo ciò di cui siamo fatti) possiamo ancora chiamarla la nave di Teseo? E noi siamo sempre gli stessi d'un tempo?


La giornosofia non vuole dare risposte metafisiche al paradosso, vuole invece metterci in esercizio.

E allora ecco la prima sfida. Si tratta di realizzare la prima pagina della nostra infanzia, poi della nostra adolescenza, e ancora della nostra giovinezza, e così via sino al nostro ultimo decennio di vita. Si tratta di inserire in un “menabò” quei quattro o cinque titoli delle notizie che riteniamo più importanti nella nostra vita di un dato periodo. E vi sarà anche una sezione “esteri”, per individuare quelle quattro o cinque notizie accadute nel mondo (compreso il Paese in cui viviamo), che non ci hanno direttamente interessato, ma che riteniamo siano state le più importanti nel condizionare noi o la società, o che più hanno segnato l'immaginario individuale e collettivo.

Ne usciranno perciò prime pagine che, inquadrando un determinato periodo, ci sfideranno a ricordare quelle che oggi riteniamo le notizie più importanti dell'epoca e della nostra vita di allora.


La difficoltà potrà essere sceglierle (quali privilegiare?) e poi sintetizzarle in un titolo, in poche righe, e qui potrà essere utile il consiglio dell'esperienza del giornalista filosofo che condurrà l'incontro. Potrà capitare che avremo difficoltà a inquadrare nel tempo un evento, verificheremo con altre fonti che magari è successo prima o dopo di quando pensavamo. E probabilmente se la prima pagina l'avessimo scritta dieci, venti, trenta o quarant'anni prima, avremmo scelto altre notizie.


Alla fine, forse, capiremo che il paradosso di Teseo è tale solo in un mondo ordinato cronologicamente. Perché nella prassi quotidiana, noi custodiamo intrecciato tutto quello che è avvenuto, anche se non siamo mai stati quello che pensiamo di essere stati. E infatti lo pensiamo solo quando ci viene chiesto di mettere ordine, di stabilire priorità.

Ma quando questo esercizio di creare la prima pagina della nostra vita l'applichiamo al presente o al futuro, cosa accade? Nuovi esercizi si profilano all'orizzonte per chi sceglie la giornosofia.


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