Meghan e l'idrogeno

Previsto un fine settimana di cieli sereni sull’Alto Piemonte. Il barometro del giovedì è invece dedicato a un grande vuoto.

Se viviamo in una realtà fatta di case climatizzate, veloci mezzi di trasporto, reti di connessioni e abbondante produzione agricola è perché ogni giorno da qualche parte si produce l’energia per alimentare la tecnologia che ci circonda.

Qualunque essere umano, al momento del risveglio, dovrebbe pensare che per sopravvivere ha bisogno di energia e per essere libero deve avere i soldi per comprarla o essere in grado di autoprodurla.


Quante volte, dal dibattito pubblico-politico a quello social-privato, avete sentito parlare di energia (questione energetica, come produrla, dove prenderla, ecc.)? Forse qualche volta in più quando i media inquadravano Greta Thunberg, ma in quel caso l’accento era soprattutto sull’ambiente. La visione era quella della decrescita: consumiamo meno energia per ridurre l’inquinamento (andiamo in barca a vela e non in aereo). Poco si è parlato di produrre più energia con tecnologie "verdi".

Con la pandemia l’argomento è scomparso.


L’altro giorno leggo dell’uscita del libro “Rivoluzione Idrogeno – La piccola molecola che può salvare il mondo” scritto dall'amministratore delegato di Snam (il gruppo del gas metano per intenderci), Marco Alverà. Subito mi viene il mente il libro scritto di Jeremy Rifkin di quasi vent’anni fa “Economia all’idrogeno”. Un testo visionario che aveva fiducia in un rapido successo delle celle a combustibile, quelle che per l’appunto utilizzano l’idrogeno per produrre elettricità. Una rivoluzione energetica a zero emissioni e con la possibilità di una produzione diffusa d’energia.


C’era un piccolo particolare però, l’idrogeno cosiddetto “verde”, cioè prodotto da fonti rinnovabili, costava quaranta volte più del petrolio. Per questo l’era dell’idrogeno è in ritardo. Oggi - sostiene Alverà -, con le evoluzioni tecnologiche e la discesa del prezzo delle rinnovabili elettriche, la prospettiva dell’idrogeno è di diventare competitivo con alcuni combustibili nel giro di cinque anni.


Sono convinto che se l’apparato politico-economico lo mettesse in agenda, se il dibattito pubblico e social ne parlasse per più di un trend giornaliero, l’era dell’idrogeno potrebbe vedere la luce anche prima.


Invece? Non ci interessiamo dell’energia perché per rincorrere il consenso (sì, anche noi “popolino” a caccia di like) e il pettegolezzo dobbiamo parlare dell’hashtag del giorno o seguire i trends. Sapete quali erano ieri mattina le ricerche di tendenza su Google in Italia? Anna Valle e Meghan Markle. Quindi cosa aspettate? Andate anche voi a scoprire chi è il nuovo marito dell’attrice e cosa si sono dette la regina Elisabetta con la nuora. Prima però pensate come sarebbe oggi la vostra giornata senza energia.


#annavalle #megahanmarkel #marcoalverà #idrogeno #barometro



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