©2019 by Imperfect soul. Cristina Savi e Andrea Dallapina. Per saperne di più: Chi siamo / Contatti / Privacy policy e Cookie policy

Web address: imperfectsoul.it - ismarketing.it - giornosofia.it

Verbania - Lago Maggiore

Neostalgia canaglia

Per sabato e domenica previsioni di cieli sereni, con qualche nuvola sparsa, sopra l’Alto Piemonte. Il barometro del giovedì è invece dedicato alla pellicola.

Certo, ci sarebbe da parlare di celluloide con toni evocativi, visto la recente ricorrenza del centenario della nascita di Fellini, invece il motivo scelto è molto più personale: la fine di settimana scorsa ho recuperato il proiettore super8 che giaceva in un armadio a casa di mia madre.


Credo non venisse più acceso da quasi trent’anni. Prima, nella mia infanzia, era un rito: un paio di volte l’anno si guardavano i filmini muti proiettati sul muro del soggiorno. Venivano girati per vacanze, feste comandate e cerimonie varie. Si vedevano persone imbarazzate o esageratamente spavalde, comunque innaturali davanti alla cinepresa. Ovviamente mio padre era il gran cerimoniere, solo lui poteva manipolare quel prodigio della tecnica e le annesse bobine. Poi arrivò il Vhs e buona notte. Il proiettore fu rinchiuso nell’armadio.


Con mio figlio sabato e domenica ho provato a farlo funzionare. Ebbene, funziona, ma prima di riuscire a rivedere me e mio fratello duellare vestiti da pirata ottomano e moschettiere in un carnevale anni Ottanta sul lungolago di Pallanza, ho dovuto leggere le istruzioni, provare e riprovare, riavvolgere, smontare, rimontare.


Perché lo scrivo? Per due motivi:


1) non è vero che la tecnologia d’un tempo era molto più semplice, o meglio, lo era senz’altro dal punto di vista della componentistica, ma lo era meno usarla. Ora tutto si fa digitando su uno schermo, con icone facili, tutorial che ti dicono come fare per filo e per segno. Meno manualità, meno incertezza interpretativa. Allora manovrare uno strumento era una competenza, una specializzazione alla quale dedicare tempo per imparare, per apprendere. Detto tra noi, dava un godimento maggiore il saper fare.


2) ho letto un articolo di Fabio Sindici sulla Stampa in cui si parla del fenomeno giovanile sui social di usare filtri vintage, seppia, effetto Agfa o Polaroid, stile anni Settanta od Ottanta, per vedere l'effetto che fa, per avere la sensazione di aver vissuto un tempo che non si è vissuto. Lo definisce neostalgia. Noto però che s'infittisce sui social anche il condividere foto reali di ricordi di gioventù. Di chi come il sottoscritto in quei decenni c'era. Credo sia frutto anche del rimpianto per un mondo nel quale era più semplice crescere: le mode, le categorie, le idee non duravano il tempo di un like, ci crescevi, le indossavi, ci prendevi le misure e alla fine magari le dismettevi, ma con affetto, riponendole con cura nell’armadio.


#barometro #super8 #proiettore #neostalgia #filmini #tecnologia