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Verbania - Lago Maggiore

Quando Verbania sfornava "Voci nuove" al Corso Fiorito

Nei giorni del Festival di Sanremo diversi verbanesi hanno condiviso post con la foto di un giovane Amadeus che, agli inizi degli anni Novanta, conduceva dal lungolago di Pallanza una puntata del Festivalbar. Rischia invece di essere persa dalla memoria collettiva un’altra manifestazione canora che animò Verbania.


Il corso fiorito a Pallanza del 1963 in una foto del Verbano del 4/9/1964


Erano gli anni Sessanta del secolo scorso, gli urlatori avevano conquistato le vette della hit parade, le case discografiche cercavano giovani da lanciare per conquistare il gusto dei ventenni italiani, che chiedevano di vivere anche loro in una Swinging London.


Fu così che nel 1962, mentre furoreggia "Quando quando quando" di Tony Renis, in abbinata al corso fiorito, l’8 settembre, debuttò il premio Verbania per voci nuove. Diciannove i cantanti selezionati. Si canta dal vivo con l'orchestra in piazza Garibaldi. Primo premio: 300mila lire. A leggere oggi i nomi ci pare che nessuno abbia sfondato nel mondo della musica leggera. Peraltro nell’archivio della Stampa non si trovano articoli che testimonino chi vinse (sotto i due articoli di presentazione dell'evento). Il Verbano non era ancora in stampa e il Risveglio ossolano era per l’appunto ossolano. Qualcuno ricorda chi vinse?


Noi scommettiamo su Valeria Foroni da Cremona (come Mina), il 29 settembre successivo partecipò infatti in Eurovisione, con noti nomi della canzone italiana, al Festival internazionale di Zurigo (e la partecipazione spettava al vincitore del Premio Verbania).

https://www.youtube.com/watch?v=shyEt1t-czw


Più ricca di informazioni è l’edizione del 1963. Dagli articoli del Verbano scopriamo che fu condotta da Mike Bongiorno sabato 31 agosto e si svolse al cinema Impero (dove ora c’è la multiusala Cinelandia di Verbania) e tra i nomi che parteciparono ce n’è qualcuno che poi incise dei singoli.




Il vincitore fu Michele Accidenti. L'anno successivo fu la miglior voce al Festival di Napoli e vinse il Festival Internazionale della Canzone a Zurigo. Nel 1965 partecipò a Canzonissima e recitò nel film "Veneri in collegio". Poi nel 1969 lasciò la musica leggera per la lirica, nel 1973 debuttò in qualità di tenore nell'opera Lucia di Lammermoor di Donizetti a Pittsburgh.

https://www.youtube.com/watch?v=u1g3EKQmNdA


Tra le donne ci fu invece un ex aequo tra Marisa Frigerio e Inge Ghiringhelli, per loro non ci furono poi grandissimi successi. Anche se Frigerio non mancò di continuare la carriera per diversi anni.

https://www.youtube.com/watch?v=UeTqpKkI_74


A vincere nella vita professionale fu invece la seconda arrivata, Wilma Goich, che dopo due anni, al festival di Sanremo, entrò nella storia della musica leggera con “Le colline sono in fiore”. https://www.youtube.com/watch?v=O7Zi7Vus-tg

In seguito sposò Edoardo Vianello, quello dei Watussi alle falde del Kilimangiaro, dando vita a una coppia di successo: i Vianella.



Nel 1964 a presentare il premio “Verbania” fu sempre Mike Bongiorno. Si svolse domenica 13 settembre al Teatro Sociale di Pallanza. Vinse Adele Maffina in campo femminile e Saverio Carcano tra gli uomini. Già l’anno prima Maffina aveva riscosso successo al premio Verbania, ma aveva cantato fuori concorso poiché era solo 15enne (d'altro canto il 1964 è l'anno nel quale trionfa Gigliola Cinquetti a Sanremo con "Non ho l'età". Tra l'altro successivamente almeno un paio di dischi, Maffina riuscì a pubblicarli, come "Vai vai"

https://www.youtube.com/watch?v=aTG_ZUzbSZA (Canzonissima 1966/67).


La sensazione, leggendo i titoli dell'epoca del Verbano, è che a Verbania ci si era però già stancati del concorso di voci nuove. E si invitava a un rilancio o a formule nuove.




Invece che ricca di novità, l’estate del 1965 divenne tra le più orribili di Verbania.

Come potete leggere nell’articolo del Verbano dell’agosto di quell’anno l’Azienda autonoma di soggiorno era vacante e quindi non si organizzarono manifestazioni.





Inoltre il 22 agosto Verbania fu tagliata in due dall’alluvione che spazzò via il ponte sul San Bernardino (i ponti in Italia - e non solo - sono sempre crollati, fortunatamente in quell’occasione non ci furono vittime). Sotto l’articolo della Stampa che racconta l’evento.




L’anno seguente, 1966, il corso fiorito tornò in pompa magna, non però il premio di voci nuove, anche perché di concorsi analoghi si era ormai riempita la Penisola che voleva sventolare ovunque Bandiera gialla.

Piccola nota conclusiva per chi pensa che quegli anni furono d’oro per la città, come spesso si legge, con una sorta di nostalgia forse perché si era giovani o perché si vive nel rimpianto di esserseli persi.

Ebbene, queste due lettere pubblicate sul Verbano, una nel 1966 dopo il corso fiorito, l’altra nel 1970. Danno la chiara idea che le lamentele per una città che sovrappone gli eventi o non si cura del decoro non sono certo nate ieri. Anzi, sembrano pagine stampate oggi, anche se hanno più di 50 anni.





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