Sotto l'iceberg

Per sabato e domenica previsioni di tempo soleggiato e temperature in rialzo nell'Alto Piemonte. Non esclusa però qualche pioggia domenica (quando tornerà l'ora legale).

Il barometro di questa settimana è dedicato a Gianni Mura, è morto sabato scorso, era una delle migliori penne del giornalismo sportivo e molto di più.


Pochi anni fa ebbi la fortuna di ritrovarmi a tarda notte (complice Davide della Rampolina), prima a mangiare stigghiole, poi a sorseggiare chartreuse verte, con lui e Bruno Pizzul e un altro paio di commensali. Erano i giorni in cui Ganna aveva vinto il suo primo mondiale e uscivano le intercettazioni di un uomo vicino alla Camorra in cui si parlava di antidoping truccato per far perdere il giro a Pantani.


Gli ero seduto a fianco e gli dissi che ero di Verbania, lui commentò l’exploit di Ganna come un gran numero, intuendo la stoffa del giovane talento. Sul gossip di Pantani non si appassionò, ebbi la sensazione che la figura tragica del Pantadattilo (come lo chiamava lui) era troppo grande e profonda per essere ridotta a illazione, a chiacchiera da bar. Poi si parlò di Nibali ma anche delle colazioni adolescenziali di Pizzul, a base di grappa bevuta ad ore antelucane prima di andare nei campi, e di molte altre cose che gli effetti del distillato certosino mi impedirono di ricordare.


Mi restò l’impressione di un sardo (tali eran le origini di Mura) e di un friulano (Pizzul) in grado di interpretare al meglio quell’italica predisposizione per la genuinità, per i sapori e la cultura senza imbellettamenti. Si tratta dell’altra faccia della medaglia tricolore, che da secoli viene invece mostrata e raccontata solo per il conio della maschera della commedia dell’arte, quale esempio di prosopopea e furbizia.


Mura è stato un grande interprete del giornalismo, della parola scritta, ma è anche il prototipo dell’altro italiano, quello che rappresenta l’iceberg sotto la superficie, che non appare anche se è la massa maggiore (o speriamo che lo sia). Quello che sa scegliere le cose buone senza ostentazione, che può apparire burbero perché crede nelle amicizie e non nelle conoscenze, che preferisce una bella canzone a un tormentone. Grazie, Gianni, per avergli dato voce.


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