VITA DA CONSULENTE. IN QUARANTENA Ep.1 - IL CLIENTE

La vita del consulente in comunicazione e marketing in questo periodo può essere paragonata alle seguenti categorie:

  • Il mago o l’indovino

  • Lo psicologo

  • Il personal trainer

  • Il segretario


Se poi per sbaglio nella vita ti occupi anche di creazione di contenuti e processi organizzativi puoi ricevere in media 12 video al giorno, 20 link in 10 mail e task lunghi come un capitolo dei promessi sposi con questa premessa “dai un’occhiata quando puoi e dimmi cosa ne pensi”.


Ma perché?

Vediamo nel dettaglio i clienti del consulente in quarantena, poi sarà la volta di colleghi, fornitori, formatori, partner e via via fino alla fine dei nostri giorni di reclusione. Facciamoci coraggio!


L’ordine dell’elenco per tipologia cliente è puramente casuale, senza alcun vincolo di importanza.


I fai da te

Et voilà, iniziamo con un evergreen. Ognuno di noi ne ha almeno uno di questi.

Coloro che ti chiedono piani articolati per il futuro, strategie a lungo termine, un piano editoriale, la gestione social media, un piano per l’emergenza e fanno poi come gli pare. Male. E la cosa bella è che insieme alla categoria dei dormienti poi sono proprio coloro che ti chiedono di vedere dati e insight e te li contestano pure. Che la forza sia con me!


I “poi si vedrà”

Eccoci con quei clienti che:

  • hanno sempre avuto un buon giro d’affari

  • Hanno una visione tutta personale della situazione

Questi non hanno fretta. Non hanno intenzione di far qualcosa, aspettano ignari che tutto torni come prima: che le persone tornino ai loro tavoli esclusivi come niente fosse accaduto, che tornino a fare il massaggio come dopo una chiusura per ferie e così via.

Niente, con questi non serve a molto il dialogo, loro la sanno lunga e come la fanno loro nessuno mai.

Stiamo ai blocchi di partenza, perché il giorno in cui prenderanno consapevolezza che il periodo non è una cosa passeggera, che non sono tutti gli altri ad aver esagerato ma loro ad aver sottovalutato, bisognerà correre come matti.


I dormienti

Coloro che hanno approfittato della chiusura per fare qualche giorno di ferie (così pare), coloro che si sono tolti il pensiero della comunicazione con questa giustificazione “Per ora annulliamo tutto, poi ci pensiamo”. Il problema è quando arriva il “poi ci pensiamo” e ti chiedono delle cose assurde, che ti fanno dire, tra te e te, “meglio non ci avessi pensato”, arrivano idee senza capo ne coda, prese un po' qua un po’ là: tante, confuse e senza una visione. Solo perchè svegliati dal letargo si sono accorti che tutto il resto del mondo sta continuando a fare alcune cose e, spesso, anche bene.

Questi sono quelli, insieme alla categoria superiore, che ti chiamano per dirti: “ti ho mandato una mail, l’hai letta?”

Rispondi: “No, non ancora, quando l’hai mandata?”

Loro: “Adesso”

(Inciso: secondo te come posso averla letta?)

Ma ti rompono i coglioni, sempre, comunque, e finisce che quella mail te la leggono, in diretta, e ti elencano tutte le idee che hanno avuto.

E quando provi a dire: mah, mi paiono tante cose tutte assieme, siamo un po’ in ritardo.

La variante di risposta attraversa le sfumature del “tanto si fa comunque” passando per:

  • non preoccuparti ti ho allegato tutti i documenti necessari, trovi tutte le informazioni in allegato (e immancabilmente sono incomplete, vecchie, inutili. NDR)

  • I permalosi. Quelli che si offendono perché dentro di loro vige l’anima del sacrificio “stanno già facendo il massimo e pare che i loro sforzi non vengano compresi”. (Io sono un consulente, ti dico che è una cazzata, poi fai come ti pare allora)

  • Sottinteso: ti pago fai ciò che ti dico (Questi sono quelli che risvegliano il mio mostro interiore e generalmente faccio in modo di perdere al più presto)


I “mi hanno detto”

In questa categoria si ritrovano anche i “ho sentito”, “ho letto”, “ho visto”. E tutta la schiera di coloro ai quali tu da settimane dici delle cose, le stesse, e loro a cadenza regolare ti raccontano qualcosa che proprio ieri hanno sentito come fosse una novità assoluta. E che forse bisognerebbe fare. Anzi, è da fare, subito. Con scadenze immediate. E poi nel 90% dei casi, a metà del processo di creazione subentra una qualche catastrofe (a loro dire) e bisogna bloccare tutto.

Fino al prossimo castello di sabbia.

Tempo sprecato!


I vampiri energetici

Quelli del: “scusa possiamo sentirci due minuti?” E diventano 40 minuti di telefonata in cui ti chiedono di tutto e di modificare tutto quello detto ieri, oppure neppure se lo ricordano cosa abbiamo concordato ieri.

Questi prosciugano le energie. Parlano sempre loro. E qualsiasi consiglio tu gli dia, loro seguiranno comunque la via più comoda, quella che hanno nella testa.

E poi torneranno a raccontarti delle loro sciagure e sventure, ringraziandoti per il tuo ascolto, fino a quando non ne potrai più ed entrerai in modalità “al momento non disponibile” e lì sei finito. Se la legano al dito e si metteranno alla ricerca di una tua alternativa.

Lì puoi solo sentirti finalmente libero.


Le mosche bianche

E poi finalmente esistono anche loro, quelli che ti hanno scelto per un motivo: Le mosche bianche.

I clienti da tenere stretti, quelli che sono consapevoli delle tue capacità e del tuo lavoro, coloro che ascoltano, con i quali puoi dialogare, quelli che cercano una soluzione con te, che sono disposti a osare, coloro che rispettano ciò che fai e ciò che sei. Bene raro.


Questi sono i clienti da preservare e portare con sé fuori dalla quarantena.

Gli altri no, non ne vale la pena.

Le energie che ti spremono sono di gran lunga superiori alle soddisfazioni che ti donano.


Alla prossima puntata

Ep.2 - I colleghi e i partner


#consulenteinquarantena #ironia #epopea

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